La disidratazione: il peggior nemico

La disidratazione è il peggior nemico

Oggi è una bellissima giornata, sono pronto per a correre! Contatto il coach che mi da appuntamento alle 15 alla partenza. Esco puntuale, il sole era alto e il vento non era male, il polpaccio sembra in buone condizioni.

Inizia il mio allenamento, parlo con Giuseppe della giornata di Pasqua, dei progetti del blog e andiamo avanti tranquilli. Tra una risata e l’altra arriviamo al quarto chilometro, guardo l’orologio e leggo 4’50” al chilometro. Arriviamo a metà del giro di Treviolo e iniziano gli acciacchi. E’ vero che desidero sempre le belle giornate ma non il troppo caldo durante gli allenamenti. Inizio a sudare, stringo i denti e vado avanti.

Ci siamo: 7,40 km bocca secca, fiato corto, mi devo fermare! Poi ripenso ad una frase di un articolo che diceva “Sei stanco? Inizia a correre!” quindi ho ripreso a correre. Dopo circa cinque minuti sono di nuovo in crisi, a corto di fiato e bocca ancora più asciutta, manca un chilometro e mezzo dalla fine.

Arrivo ai 10 km tirato con altre due pause nel mezzo, il caldo mi ha distrutto, sono disidratato e sento una strana sensazione nel respirare. Al parco della Trucca faccio una breve sosta alla fontanella e successivamente riprendo il viaggio verso casa.

Osservazioni personali

Come aggirare l’ostacolo? Come descritto nell’articolo “i primi 21 km“, la soluzione migliore è quella di avere un compagno di allenamento che ti supporti nei giorni impegnativi, in questo caso, nei giorni caldi. Insomma un motivatore e uno che c’è nel bisogno in cui bisogna rifornirsi per evitare la disidratazione senza fermarsi. Ma quanti hanno questa fortuna?

Vi consiglio di evitare di iniziare l’attività fisica già disidratati, l’ACSM (American Collage of Sports Medicine) raccomanda di bere mezzo litro di acqua due ore prima di iniziare l’attività.

Le altre soluzioni sono due di cui solo una (a mio avviso) è quella giusta. Quella sbagliata, che è la scelta che faccio di solito, è di resistere fino alla fine, si va al di là dello sforzo ma questo ci costringe a fermarci quando non ce la facciamo più. La soluzione migliore è quella di trovare un percorso con dei punti da cui poterci reidratare, è vero che si perde un po’ di tempo ma c’è più soddisfazione ad arrivare verso la fine. Quest’ultima “tecnica” la uso ancora ma molto meno, perché la zona in cui potrei usufruire di questo beneficio ha un percorso di 1,8 km quindi per me è un percorso troppo corto e la mia mente pretende stimoli più interessanti. Ma penso che, a causa degli aumenti di temperatura, dovrò optare per questa scelta.

Soddisfatto?

Sono rimasto soddisfatto a metà, nel senso che sono stato felice di aver percorso (a differenza di qualche giorno fa) 7,4 km senza fermarmi ma non sono arrivato fino in fondo. I tempi sono stati leggermente più alti (+8′ al km) ma non mi è dispiaciuto, se il tempo fosse stato perfetto sicuramente sarei andato meglio ma non dispero! Tutto sommato è stato un bel allenamento, spero che sia stato così anche a voi!

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